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27 ottobre Santo Google Cazzeggiando in internet, ho ritrovato un mio vecchio post del 22/04/02: non volevo perderlo e lo riposto qui, in questa sorta di diario/memoria pubblica. "Tornavo verso casa, dopo lavoro. Vengo raggiunta da una chiamata al cellulare che mi fa gelare il sangue. Mentre corro verso l'Associazione, mi vengono subito in mente altre scene, ma soprattutto altri soccorritori andati incontro alla morte. Arriviamo. Un cordone ben nutrito di forze dell'ordine presidia la zona ed impedisce l'entrata ai non-soccorritori. Ovunque girassi gli occhi: per strada, dentro, lassù. Tanti fogli di carta continuavano a cadere giù. Siamo saliti al 25° piano dove i nostri gruppi elettrogeni illuminavano quel che restava di quel piano. Il giorno dopo, tolti i detriti, scopro che la soletta di quel piano si era sfondata tantissimo, una cosa paurosa! Un disastro. Nel frattempo, un grande pezzo di vetro si schianta, trafiggendola, una delle nostre auto di servizio, e per strada c'erano ancora i vetri ed i detriti che l'Amsa non ha portato via, e quelli che con il passare delle ore "si aggiungevano" cadendo ogni tanto. Dentro, tutto era squassato. Le scale avevano lunghe scie di sangue. Non so se tutto intorno ci fosse silenzio, se fossero solo i nostri caschi a ovattarci le orecchie, o il cuore in ascolto che chiedeva silenzio per quello sfacelo. Ho trovato una bambolina. Piccola. Ho sperato che non fosse vero quello che stavo pensando. Quando lavori non si hanno notizie, non ci sono TG. Qui non parla nessuno. E' come se tutti fossimo toccati da una insolita freddezza. E allora cerchi un contatto, un pensiero che ti faccia da mezzo di ritorno alla TUA realtà, per non farti coinvolgere....." Questo post lo scrissi dopo che un aereo si schiantò sul Pirellone. L'avevo completamente rimosso dalla memoria (non che ci voglia molto, con la memo che mi ritrovo!). Ma mi spiaceva riperderlo, e così lo fisso qui, in questo spazio mio e di chi voglia condividerlo. Quando soccorri e vivi un trauma devi staccarti, non farti coinvolgere. Il peggio che possa capitare è dover soccorrere i bambini. Per fortuna, mi è successo solo una volta e mi è bastata. E' un peccato che l'apparato statale/regionale/provinciale/comunale non metta in grado le associazioni di volontariato di poter svolgere la propria opera quotidiana senza doversi inventare come sbarcare il lunario, senza pensare a come pagare l'affitto della sede, le bollette, i mezzi di soccorso, le attrezzature, le divise... Pensiamo un attimo se uno sfigatissimo giorno dovessero non poter operare tutte le associazioni di volontariato. Pensiamoci. CommentiPer aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati RiferimentiL'URL di riferimento per questo intervento è: http://apiccolipassi.spaces.live.com/blog/cns!13452067CCF5A734!1072.trak Blog che fanno riferimento a questo intervento
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